Le aree maggiormente a rischio

I Piani adottati da parte delle Amministrazioni sono soggetti ad aggiornamento annuale e, comunque, ogni qual volta emergano rilevanti mutamenti organizzativi dell’Amministrazione. Contenuto minimo dei Piani Triennali è l’individuazione preventiva delle aree di attività amministrativa maggiormente esposte al rischio della corruzione (c.d. mappatura del rischio); pertanto, il Piano Triennale dovrà:

  • individuare, tra le attività di competenza dell’amministrazione, quelle più esposte al rischio di corruzione, a partire dalle attività che la legge n. 190 già considera come tali (comma 16 , art 1) e che sono le seguenti:

a) autorizzazione o concessione;
b) scelta del contraente nell’affidamento di lavori, forniture e servizi;
c) concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari;
d) concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale;

Di conseguenza, il presente Piano potrà essere soggetto a future integrazioni, tenuto anche conto della oggettiva novità per le Istituzioni culturali dell’introduzione di sistemi di gestione del rischio corruzione.  Una delle esigenze a cui il presente Piano attende è l’individuazione delle attività nell’ambito  delle quali  è più  elevato  il  rischio  di  corruzione  in  modo  tale  da  poter  attivare  per  esse  specifici accorgimenti oltre ad assicurare dedicati livelli di trasparenza.

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